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Raccolta funghi


Gran parte del territorio della Val di Peio è ricoperto da boschi di larici, abeti e pini. Entrare in un bosco significa accedere a un mondo dove regnano serenità, tranquillità e aria salubre. Il bosco rappresenta un luogo dove si scarica la tensione e la ricerca dei funghi può essere un reale motivo di rilassamento fisico. In estate e in autunno i boschi della Val di Pejo nascondono golosi "segreti": diversi tipi di frutti di bosco e molteplici varietà di funghi sono presenti in abbondanza nei boschi della valle ed in numerosi ghiotti piatti tipici del territorio. Trovarli però non è così semplice! Quando si raccolgono bisogna porre inoltre molta attenzione a non arrecare danno all'ambiente naturale nel quale crescono.
Durante la stagione estiva vengono organizzate escursioni micologiche, proiezioni ed incontri con l’esperto e mostre micologiche.


Schede funghi
AVVERTENZA: la presente sezione, dedicata ai principianti o agli appassionati in genere, esula da qualsiasi trattazione scientifica o sistematica che l'interessato potrà trovare in altra sede, tende a rimanere sul piano pratico, fornendo indicazioni su alcuni dei funghi più comuni che si possono incontrare nei boschi della Val di Pejo. Ricordiamo altresì di far controllare nel minimo dubbio il raccolto da un esperto micologico della A.S.L.

MORTALI

VELENOSI

COMMESTIBILI

OTTIMI

       

Amanita phalloides
(tignosa verdognola)

Amanita pantherina
(tignosa rigata)

Amanita rubescens
(tignosa vinata)

Boletus edulis
(porcino, brisa)

       

 

 

 

Amanita verna
(tignosa di primavera)

Amanita muscaria
(ovulo malefico)

Armillaria mellea
(chiodino)

Cantharellus cibarius
(galletto, finferlo)

       

Amanita virosa
(tignosa virosa)

Boletus satanas
(boleto satana)

Boletus luridus
(boleto lurido)

Gomphidius glutinosus
(chiodello)

       

Cortinarius orellanus

Calocera viscosa
(calocera flammea)

Coprinus comatus
(agarico chiomato)

Lactarius deliciosus
(agarico delizioso)

       

Dermocybe cinnabarina

Hydnum repandum
(steccherino dorato)

Macrolepiota procera
(mazza di tamburo)

       

Gyromitra esculenta
(falsa spugnola)

Lycoperdon perlatum
(vescia)

Russula aurata
(colombina dorata)

       
 

 

Hipholoma fasciculare
(falso chiodino)

Ramaria aurea
(ditola dorata)

Suillus granulatus
(pinarello)

       
 

 

Inocybe geophilla

Sarcodon imbricatus
(steccherino bruno)

Tricholoma terreum
(morette)

     
 

 
 

Lepiota brunneoincarnata

Suillus grevillei
(laricino)

 
       
 

 
 

Lepiota subincarnata

Tricholoma cnista

 
       
 

   
 

Ramaria pallida
(manina)

   
       
 

   
 

Ramaria formosa
(manina)

   
       
 

   
 

Russula emetica
(colombina rossa)

   
       
 

   
 

Russula sanguinea
(colombina rossa)

   




Modalità e regole per la raccolta funghi
Per poter raccogliere funghi nel territorio comunale della Val di Peio (L.P. 23 maggio 2007, n°11 - art. 28) è bene ricordare i prinicipali adempimenti richiesti:

  1. è vietato danneggiare o distruggere i funghi sul terreno e usare nella raccolta rastrelli, uncini ed altri mezzi che possono danneggiare lo strato umifero del terreno;
  2. la raccolta di funghi è consentita dalle ore 7.00 alle ore 19.00 (è assolutamente vietata dalle ore 19.00 alle ore 7.00);
  3. il raccoglitore deve pulire sommariamente i funghi sul posto di raccolta e li deve trasportare in contenitori forati e rigidi (ad esempio cestino in vimini);
  4. la raccolta dei funghi è subordinata alla presentazione della denuncia di raccolta funghi (personale e non trasferibile) e al pagamento di una somma commisurata al periodo di raccolta da parte dell’interessato presso gli uffici di informazioni ed accoglienza turistica della Val di Peio (Cogolo e Peio Fonti);
  5. il versamento della somma può essere effettuato:
    • con pagamento diretto agli addetti degli uffici di informazione ed accoglienza turistica presso cui si effettua la denuncia;
    • con bollettino di conto corrente postale n. 89384242 intestato all’Azienda per il Turismo delle Valli di Sole, Peio e Rabbi – Via Marconi 7 - 38027 Malé (TN), indicando nella causale la dicitura “tassa per la raccolta funghi”, le generalità dell’interessato ed il periodo esatto di raccolta. La ricevuta del pagamento costituisce titolo sufficiente per la raccolta.



    Regolamentazione della raccolta funghi in Provincia di Trento
    La raccolta dei funghi nella Provincia Autonoma di Trento è disciplinata dalla L.P. 23 maggio 2007, N. 11 - Art. 28.

    Modalità di raccolta
    Nel territorio della provincia la raccolta dei funghi spontanei, sia commestibili che non, è ammessa in quantità non superiore a due chilogrammi al giorno per persona. Il limite massimo ammesso non si applica qualora il singolo esemplare, non in aggiunta ad altri, ecceda da solo il predetto limite. È fatto obbligo ai raccoglitori di pulire sommariamente i funghi sul posto di raccolta e di trasportarli solo a mezzo di contenitori forati e rigidi. È vietato danneggiare o distruggere i funghi sul terreno e usare nella raccolta rastrelli, uncini ed altri mezzi che possono danneggiare lo strato umifero del terreno.

    Denuncia raccolta
    La denuncia di raccolta funghi è personale e non è trasferibile. La denuncia è presentata dall’interessato in tutti gli uffici informazioni ed accoglienza turistica della Val di Sole o presso aziende private ed enti pubblici appositamente delegati - elenco punti vendita disponibili telefonando allo +39 0463 901280. Nella denuncia sono indicate le generalità della persona interessata alla raccolta, il periodo di svolgimento della stessa e l’avvenuto pagamento della somma dovuta per la raccolta dei funghi.

    Zone interdette alla raccolta
    La Giunta provinciale può vietare la raccolta dei funghi spontanei in singole zone. Il proprietario dei fondi o chi ne ha titolo legittimo può vietare la raccolta dei funghi con però l’obbligo di collocazione sui confini del territorio interessato di cartelli di divieto.

    Disposizioni comuni
    Le quantità massime di raccolta si intendono riferite a persona di età superiore ai dieci anni. I minori di anni dieci possono esercitare la raccolta solo se accompagnati da una persona adulta, fermo restando il limite massimo ammesso. La raccolta di funghi è consentita dalle ore 7.00 alle ore 19.00.



    Tariffe per la raccolta funghi (anno 2012)
    Per la raccolta funghi nei Comuni di Vermiglio, Peio, Ossana, Pellizzano, Mezzana, Commezzadura, Dimaro, Monclassico, Croviana, Malé, Terzolas, Caldes e Cavizzana è necessario essere muniti di permesso raccolta funghi, che attesti il pagamento della relativa tassa. Il pagamento della tassa per la raccolta dei funghi può essere effettuato presso gli Uffici Informazione di Valle o tramite bollettino di conto corrente postale n. 89384242 intestato all’Azienda per il Turismo delle Valli di Sole, Peio e Rabbi - viale Marconi, 7 - 38027 Malé, indicando nella causale la dicitura “tassa per la raccolta funghi”, le generalità dell’interessato ed il periodo esatto di raccolta. Per il comune di Rabbi, il pagamento della tassa può essere effettuato al competente funzionario del Comune o tramite bollettino di conto corrente postale n. 15494388 intestato al Comune (Servizio Tesoreria), indicando nella causale la dicitura “tassa per la raccolta funghi”, le generalità dell’interessato ed il periodo esatto di raccolta. La Giunta Provinciale, con delibera n.1806 del 26/07/2002, ha determinato l’ammontare delle somme da versare per effettuare la raccolta dei funghi, nel seguente modo:

    10,00€ per 1 giorno
    18,00€ per 3 giorni
    24,00€ per 1 settimana
    40,00€ per 2 settimane
    60,00€ per 1 mese




    Consigli pratici
    Abbigliamento
    Indossare indumenti idonei alla raccolta funghi, quali scarponcini, calzettoni e pantaloni lunghi, camicia a maniche lunghe, eventuale maglione, un impermeabile leggero da usare in caso di pioggia, è utile per proteggersi dalle condizioni climatiche, da traumi, morsi o punture di animali. Aiutarsi nella ricerca con un bastone eviterà gli incontri ravvicinati con animali pericolosi. Munirsi di un coltellino ed eventualmente di uno spazzolino, consentirà di effettuare la pulizia sommaria dei funghi in loco (asportazione delle parti di terriccio, foglie ecc. che restano attaccate al fungo al momento della raccolta). È importante inoltre portare con sé un cesto rigido ed areato per porvi i funghi raccolti ed evitare nel modo più assoluto i contenitori flosci ed impermeabili.

    Raccolta
    È necessario raccogliere i funghi interi, senza strapparli o tagliarli alla base del gambo, agendo delicatamente per lasciare il più possibile inalterati tutti i caratteri morfologici del fungo, necessari per determinarne la specie. I funghi conosciuti vanno puliti subito e riposti nel cestino. I funghi non riconosciuti vanno conservati in un altro contenitore: ne vanno raccolti pochi esemplari in mod da poterli poi sottoporre al controllo e alla determinazione dell’esperto. Bisogna raccogliere soltanto funghi freschi che assicurano una buona commestibilità; vanno lasciati nel bosco i funghi vecchi, avariati, infestati da vermi o già in fase di decomposizione. I funghi velenosi e quelli che non vengono raccolti devono comunque essere rispettati: non vanno calpestati o distrutti. Possono infatti servire ai più esperti per motivi di studio o quantomeno continueranno a svolgere il loro ruolo di equilibrio biologico del bosco.

    Zone interdette alla raccolta
    La Giunta provinciale può vietare la raccolta dei funghi spontanei in singole zone. Il proprietario dei fondi o chi ne ha titolo legittimo può vietare la raccolta dei funghi con però l’obbligo di collocazione sui confini del territorio interessato di cartelli di divieto.


    AVVELENAMENTO O INTOSSICAZIONE: PREVENZIONE E PRIMI SOCCORSI
    Nell’incertezza è necessario far controllare i funghi raccolti e destinati al consumo ad un esperto micologo. Evitare di consumare funghi non conosciuti, la cui commestibilità non sia stata accertata. Non ricorrere ai mezzi empirici usati per riconoscere i funghi mangerecci (uso della moneta o cucchiaio d’argento, l’aglio, il latte, etc).
    In caso di avvelenamento o intossicazione contattare il numero telefonico di emergenza sanitaria 118 oppure recarsi al pronto soccorso più vicino. È essenziale riferire al personale sanitario i tempi intercorsi fra l'ingestione dei funghi e la comparsa dei sintomi. È importante descrivere con la massima precisione i funghi ingeriti. Eventuali funghi non ancora utilizzati o gli scarti della pulitura potranno essere di grande aiuto per l'identificazione delle specie ingerite.
    In caso di disturbi dopo breve incubazione (fino a 3 ore dopo il pasto): provocare con qualche mezzo il vomito al paziente, chiamare il medico e convocare un espero micologico.
    In caso di disturbi dopo lunga incubazione (da 8 a 48 ore e più dopo il pasto): provvedere all’immediato ricovero, precisare al sanitario l’ora del pasto e convocare un esperto micologo per stabilire l’agente avvelenatore.
    Non somministrare mai alcolici all’avvelenato.


    PER NON PERDERSI
    Evitare di allontanarsi troppo dalle strade di accesso, soprattutto se si è poco pratici dei luoghi: i funghi nascono dappertutto, spesso vicino alle vie più frequentate e per questo meno osservate. Non andare a funghi da soli: in coppia o in compagnia si rischia solo di divertirsi di più. In caso di smarrimento dei riferimenti, non farsi prendere dal panico: è opportuno fermarsi e pensare ai propri movimenti, cercando di percepire i rumori di centri abitati o di strade ad alto scorrimento. È sconsigliato cercare scorciatoie improvvisate e scendere troppo rispetto alla quota in cui si è; risulta opportuno invece rifare il cammino a ritroso finché non si trovano punti di riferimento certi. In caso di strade sterrate non conosciute, se si decide di seguirle è necessario controllate bene che abbiano tracce ed impronte recenti (ad esempio nelle pozzanghere): se si imbocca una strada usata dai boscaioli per il trasporto della legna è possibile ritrovarsi in un luogo completamente isolato e lontano dai centri abitati. È consigliabile risparmiare le forze ed evitare arrampicate "impossibili" per il solo fatto di cercare dei riferimenti. Se si perde il contatto con una persona, bisogna chiamarla più volte a distanza di pochi secondi e da posizioni diverse: i canaloni e le foglie spesso non permettono al suono di propagarsi. Non si deve camminare quando si chiama o si cerca di sentire: il rumore dei propri passi e della vegetazione non permette di sentire bene i suoni. Se la situazione si fa "pesante" (perdita di contatto, ad esempio per nebbia improvvisa o per temporale) per orientarsi è necessario ascoltare le campane delle chiese allo scoccare delle mezze ore. Se ci si perde o si perde qualcuno, se si ha la possibilità, non bisogna apettare l'oscurità per segnalare l’accaduto al Soccorso Alpino e ai Carabinieri. In ogni modo è necessario cercare di segnalare sempre la propria posizione con urla ripetute e fischi.


    Per avere maggiori informazioni, per conoscere la regolamentazione della raccolta funghi o gli ambiti di raccolta, per sapere quali sono i funghi commestibili e quali quelli velenosi… consulta e scarica l’opuscolo denominato "Funghi e Foreste" che trovi cliccando sul seguente indirizzo www.valdisole.net/IT/Raccolta-Funghi/!








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