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Val di Pejo Val di Sole

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Escursioni impegnative

Se vuoi vedere le valli, sali in vetta a una montagna,
se vuoi vedere la vetta di una montagna, sali su una nuvola,
se invece aspiri a comprendere la nuvola,
chiudi gli occhi e pensa.

K. Gibran









Di seguito vengono proposti alcuni itinerari che si possono praticare in Val di Pejo: per i percorsi più impegnativi è raccomandabile farsi accompagnare dalle esperte e preparate Guide Alpine le quali, oltre ad un ricco calendario di escursioni, organizzano anche corsi per tutti i livelli nelle discipline alpinistiche, dai semplici rudimenti per poter effettuare un’escursione in sicurezza in alta quota o per poter utilizzare le racchette da neve per una divertente "ciaspolada”, a corsi per impegnative ascensioni su roccia e ghiaccio tra le cime che sfiorano i 4.000 metri.
Intraprendendo un trekking tra i sentieri della Val di Pejo molto spesso è possibile incontrare inaspettatamente diverse specie faunistiche e osservare in pace ed armonia l'incanto delle coloratissime specie floreali.



Per maggiori informazioni e/o per prenotazioni contattare:

PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO
Piazza Municipio 4
38024 Cogolo di Peio (TN)
Tel. e Fax (+39) 0463 754186
cv@stelviopark.it - www.parcostelviotrentino.it
   

SCUOLA ITALIANA DI ALPINISMO E SCI ALPINISMO ALP EMOTIONS
Via al Cercen 17/A
38024 Cogolo di Peio (TN)
Tel. (+39) 342 6465179
info@alpemotions.com - www.alpemotions.com

   

SCUOLA ITALIANA DI ALPINISMO E SCI ALPINISMO VAL DI SOLE
Piazza Regina Elena 17 (c/o Palazzo Municipale)
38027 Malè (TN)
Tel. e Fax (+39) 0463 901151
info@guidealpinevaldisole.it - www.guidealpinevaldisole.it




ITINERARI

 

 

RIFUGIO MANTOVA AL VIOZ
Quota slm: 3.535 m
Localizzazione: Peio Fonti
Tempo complessivo: 7,30 ore – intera giornata
Difficoltà: EE - Itinerario per Escursionisti Esperti

   

CIMA CADINEL
Quota slm: 2.864 m
Localizzazione: Celentino
Tempo complessivo: 6/6,30 ore – intera giornata
Difficoltà: E - Itinerario per Escursionisti

   

CIMA BOAI
Quota slm: 2.685 m
Localizzazione: Comasine
Tempo complessivo: 7,30 ore – intera giornata
Difficoltà: EE - Itinerario per Escursionisti Esperti

   

CIMA VEGAIA
Quota slm: 2.890 m
Localizzazione: Celentino
Tempo complessivo: 8 ore – intera giornata
Difficoltà: EE - Itinerario per Escursionisti Esperti

   

TRA LE MALGHE DELLA VAL DE LA MARE
Quota slm: 2.076 m
Localizzazione: Celledizzo
Tempo complessivo: 9 ore (percorso ad anello) – intera giornata
Difficoltà: E - Itinerario per Escursionisti

   

PUNTA TAVIELA
Quota slm: 3.612 m
Localizzazione: Peio Fonti
Tempo complessivo: 8,30 ore oppure 5 ore – intera giornata
Difficoltà: EEA - Itinerario per Escursionisti Esperti con Attrezzatura

   

BIVACCO BATTAGLIONE ORTLES
Quota slm: 3.140 m
Localizzazione: Peio Fonti
Tempo complessivo: 8,30 ore – intera giornata
Difficoltà: EE - Itinerario per Escursionisti Esperti

   

PASSO DELLA SFORZELLINA
Quota slm: 3.006 m
Localizzazione: Peio Fonti
Tempo complessivo: 11,30 ore – intera giornata
Difficoltà: EE - Itinerario per Escursionisti Esperti

   

TREDICI CIME
Quota slm: Passo Gavia o Val di Peio
Localizzazione: Cogolo - Località Malgamare - Rifugio Larcher
Tempo complessivo: 3 giorni
Difficoltà: EEA - Itinerario per Escursionisti Esperti con Attrezzatura



 


 

RIFUGIO MANTOVA AL VIOZ

 

 

Itinerario che permette di raggiungere il rifugio più alto delle Alpi centrali ed orientali, ai piedi del Monte Vioz (3.645 m) dal quale si gode un eccezionale panorama sul ghiacciaio dei Forni.

Zona: Gruppo Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio
Partenza: Funivia Peio Fonti (1.383 m)
Arrivo: Rifugio Mantova al Vioz (3.535 m)
Tempo complessivo: 7,30 ore - intera giornata
Dislivello in salita: 1.135 m
Difficoltà: EE - Itinerario per Escursionisti Esperti (itinerario d’alta quota)
Sentieri CAI-SAT: n. 105
Periodo consigliato: giugno-settembre













Partenza da Peio Fonti con la telecabina fino al Rifugio Lo Scoiattolo, in località Tarlenta: da qui in seggiovia si arriva fino a quota 2.330 m presso il Rifugio Doss dei Gembri, dove si imbocca il sentiero CAI-SAT n. 105 sotto la panoramica cima Vioz. Il sentiero risale i versanti orientale e occidentale della montagna per affacciarsi alternativamente sulle valli della Mite e Zampil. La traccia guadagna rapidamente quota 3000 incontrando l'unico tratto delicato della salita, ossia il risalto roccioso del Brich, il cui passaggio è facilitato dalla presenza di una corda fissa; una selletta conclude la camminata al rifugio Mantova dove è possibile pernottare (3.535 m – 4 ore).

N.B.: Lo stesso itinerario può prendere avvio da Peio Paese seguendo il sentiero CAI-SAT n. 105; senza utilizzare gli impianti di risalita. In tal caso il tempo di percorrenza è di 9 ore.

Dal rifugio in circa 15 minuti si raggiunge la cima del Monte Vioz, da dove si ammira uno stupendo panorama sul ghiacciaio dei Forni con vista panoramica su tutte le “13 cime” e sullo sfondo, in presenza di una limpida giornata, è possibile ammirare le montagne dell'Adamello e la Presanella.
Si scende quindi nuovamente al rifugio Mantova al Vioz e poi, seguendo lo stesso itinerario della salita, al rifugio Doss dei Gembri (3,30 ore): da qui o si prendono gli impianti (seggiovia Doss dei Gembri e telecabina Peio Fonti-Tarlenta) fino a Peio Fonti oppure si prosegue a piedi lungo il sentiero CAI-SAT n. 105 fino Peio Paese.

Si consiglia di verificare l'apertura degli impianti c/o le Funivie di Peio (Tel. 0463 753238).

 

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CIMA CADINEL

 

 

Itinerario in una zona appartata e solitaria per una salita di tutto rispetto, seppur facile. Percorso inizialmente nel bosco fino a Malga Campo, poi tra i larici che, in autunno, regalano colori indimenticabili; quindi un selvaggio vallone già in vista della cima che si staglia all’orizzonte. Vetta gratificante con panorama spettacolare sul Gruppo del Cevedale! In caso di maltempo ottimo riparo presso il Baito del Cadinel (bivacco).

Zona: Gruppo Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio
Partenza: località Cei (tornante 1.487 m) - Celentino
Arrivo: Cima Cadinel (2.864 m)
Tempo complessivo: 6/6,30 ore - intera giornata
Dislivello in salita: 1.350 m
Difficoltà: E - Itinerario per Escursionisti
Sentieri CAI-SAT: n. 132
Periodo consigliato: giugno-ottobre













Si segue la strada e quindi il sentiero CAI-SAT n.132 (mulattiera) attraversando il bosco in direzione nord fino a giungere alla Malga Campo (1.979 m). Già dai pascoli della malga lo sguardo si apre ad occidente verso il Gruppo del Cevedale ed il sottogruppo del Redival-Boai. Si prosegue tra i larici con scarsa pendenza fin quando, dopo il bivio per Malga Sassa, il sentiero s’inerpica con molte svolte fino ai terrazzamenti erbosi dove sorge il Baito del Cadinel (2.419 m). Difficile rinunciare ad una sosta rigenerante in questo luogo d’incanto, isolato e solitario, dove l’occhio corre lontano! Dopo una firma (ovviamente facoltativa!) sul libro dei passaggi del bivacco, riprendere il cammino in direzione est, nord-est per salire lungo pendii erbosi fino alla conca del Lago di Cadinel (2.521 m); qui però del lago non vi è più alcuna traccia! Salire ancora verso nord-est e poi nord fin sotto le pendici di Cima Vegaia, quindi guadagnare il Passo di Cadinel (2.730 m). Ottima vista sulla soprastante e vicina Cima Grande, nonché sulle Cime Sternai e Collecchio. Ora, per l’elementare cresta sud-orientale, si raggiunge senza problemi la vetta di Cima Cadinel (2.864 m), stupendo punto panoramico che, nelle giornate più terse, permette di vedere in lontananza fino al Grossglockner! Dal piccolo ometto con rudimentale croce in legno, visuale ottima su Peio, Monte Vioz, Cevedale, Cima Grande e Cima Vegaia, Val de la Mare, Val Cercena, nonché sui Gruppi di Brenta e Presanella. Possibilità di spostarsi facilmente ed in breve a sud-ovest, sulla vicina quota 2.869 m dalla quale lo sguardo si apre anche sul sottogruppo Redival-Boai, Val del Monte e sulla sottostante conca del Lago di Cadinel.
Per il rientro seguire la via di salita fino al Baito del Cadinel e bivio per Malga Sassa quindi, a piacimento, possibilità di scendere appunto alla suddetta malga con giro ad anello (sentiero e strada) per il ritorno al punto di partenza; altrimenti seguire per intero il percorso di salita.

 

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CIMA BOAI

 

 

Zona:

Gruppo Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio

Partenza:

località Belvedere (1.435 m) – Peio Fonti

Arrivo:

Cima Boai (2.685 m)

Tempo complessivo:

7,30 ore - intera giornata

Dislivello in discesa:

1.250 m

Difficoltà:

EE - Itinerario per Escursionisti Esperti

Sentieri CAI-SAT:

n. 126

Periodo consigliato:

giugno-ottobre















L’itinerario parte da località Belvedere, poco sopra Peio Fonti, situata a quota 1.435 metri di altitudine. Imboccando il sentiero CAI-SAT n. 126 a tratti ripido, a tratti pianeggiante si segue il torrente/rio Val Comasine fino al limite del bosco; successivamente, girando a destra, si raggiunge Malga Comasine situata a quota 2.088 metri di altitudine. Poco dopo la malga si possono osservare alcuni larici monumentali di oltre 600 anni.

Solo chi ha il permesso può percorrere in macchina, dall’abitato di Comasine, la strada sterrata che porta al Campo di Comasine: il permesso viene elargito in base a determinati criteri dal capo frazione di ogni paese. In alternativa è possibile raggiungere il Campo di Comasine utilizzando il servizio taxi facendo riferimento alle due ditte presenti in valle, Biancaneve Viaggi (Tel. 0463 754538 - Cell. 338 3685394) e Paternoster Viaggi (Tel. 0463 754118 - Cell. 335 6756227). Se si parte dal Campo di Comasine il tragitto si accorcia e il tempo di percorrenza diventa pari a 3 ore (685 m di dislivello in salita).

Raggiunta la Malga Comasine si continua seguendo il sentiero CAI-SAT n. 126; attraversato il torrente, si prosegue per il vallone di Val Comasine, lungo i prati di Malga Mason fino a raggiungere il Colle Boai (2.582 m). Da questo punto si staglia la facile cresta che porta, tenendo la sinistra, a Cima Boai posta a quota 2.685 metri di altitudine, da dove si può ammirare una stupenda visuale sul gruppo del Vioz, Taviela, San Matteo, Cevedale, Cima Venezia, Presanella, Busazza…
Si scende quindi attraverso lo stesso itinerario di salita, tornando dapprima a Malga Comasine e poi o al Campo di Comasine (2,30 ore) o a Peio Fonti in località Belvedere (3,30 ore - sentiero CAI-SAT n. 126).

 

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CIMA VEGAIA

 

 

Zona: Gruppo Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio
Partenza: poco dopo località Cei (tornante con divieto 1.600 m circa) - Celentino
Arrivo: Cima Vegaia (2.890 m)
Tempo complessivo: 8 ore - intera giornata
Dislivello in salita: 1.290 m
Difficoltà: EE - Itinerario per Escursionisti Esperti
Sentieri CAI-SAT: n. 132
Periodo consigliato: giugno-ottobre













Da Celentino in macchina è possibile raggiungere località Cei, dove, poco dopo (tornante con divieto), si parcheggia l’automobile. Si imbocca quindi il sentiero CAI-SAT n. 132, seguendo il quale in circa 1/1,30 ore si raggiunge Malga Campo.

Solo chi ha il permesso può percorrere in macchina la strada sterrata che porta a Malga Campo: il permesso viene elargito in base a determinati criteri dal capo frazione di ogni paese. In alternativa è possibile raggiungere Malga Campo utilizzando il servizio taxi facendo riferimento alle due ditte presenti in valle, Biancaneve Viaggi (Tel. 0463 754538 - Cell. 338 3685394) e Paternoster Viaggi (Tel. 0463 754118 - Cell. 335 6756227). Se si parte da Malga Campo il tragitto si accorcia e il tempo di percorrenza diventa pari a 3,5 ore (890 m di dislivello in salita).

Da Malga Campo si imbocca il sentiero CAI-SAT n. 132 fino a raggiungere il Baito del Cadinel (2.419 m). Si prosegue quindi in salita verso il secondo lago e lasciato il sentiero si prosegue, tenendo la destra, per un ripido canale. Si risale quindi lungo la traccia di sentiero fino ad arrivare in cresta: di lì si continua a sinistra fino alla croce di ferro di Cima Vegaia, situata a 2.890 metri di altitudine, dalla quale è possibile scorgere un bellissimo panorama sui gruppi montuosi dell’Ortles-Cevedale, del Brenta e dell’Adamello-Presanella.
Il ritorno viene effettuato effettuando a ritroso l’itinerario di salita: la discesa avviene quindi dapprima in cresta su pascolo erboso, per poi proseguire nel bosco seguendo le indicazioni per Malga Campo.

 

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TRA LE MALGHE DELLA VAL DE LA MARE

 

 

Zona: Gruppo Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio
Partenza: Celledizzo (1.176 m)
Arrivo: Malga Verdignana (2.076 m)
Tempo complessivo: 9 ore (percorso ad anello) - intera giornata
Dislivello in salita: 900 m
Difficoltà: E - Itinerario per Escursionisti
Sentieri CAI-SAT: n. 109 – n. 140 bis
Periodo consigliato: giugno-ottobre













Dalla chiesa di Celledizzo (1.176 m) parte la strada forestale chiusa al traffico che sale attraverso prati e boschi; dopo circa 1 km, nei pressi di un tornante, si seguono le indicazioni per Malga Levi (sentiero CAI-SAT n. 109). Si abbandona quindi la strada forestale per seguire una vecchia mulattiera che rimonta ripidamente i fianchi occidentali della Cima Cadinel. Più avanti il viottolo si restringe, attraversa un ruscello e, costeggiato sulla sinistra un fitto boschetto di abeti, raggiunge la radura erbosa dove sorgono i Masi di Stablo. Seguendo le indicazioni per Malga Levi poco dopo si raggiunge la località Frattaperta, un’ampia radura con numerosi masi ben conservati. Una ripida mulattiera segue il limite de pascoli delimitati da vecchi muretti a secco, fino a raggiungere nuovamente la strada forestale che in breve conduce a Malga Borche (1.808 m). Con sentiero ripido e stretto (segnavia CAI-SAT n. 109) si rimonta verso nord-est la foresta di larici e cembri con rigoglioso sottobosco a rododendro e mirtillo. Usciti dal bosco si prosegue raggiungendo la bella conca alpestre di Malga Levi (2.015 m). Lasciata la malga si prosegue seguendo il comodo sentiero CAI-SAT n. 140 addentrandosi in una luminosa radura circondata da larici e cembri e raggiunto un bivio si prosegue la salita in direzione Malga Verdignana (sentiero CAI-SAT n. 140 bis). Con salita costante ci si porta in località Valliselle, caratterizzata da diverse vallette erbose percorse da rivoli d’acqua che calano dai versanti montuosi posti tra il Passo Cèrcen e la Cima Vallòn. Il sentiero riprende a salire zigzagando fino a raggiungere il limite superiore della vegetazione da dove si sviluppa verso nord un percorso semi-pianeggiante. Più avanti una breve salita porta ad un’ampia radura circondata da larici secolari: qui si trascura la deviazione (Sentiero Italia) che sale al Passo Cèrcen. Il sentiero prosegue dapprima in piano e poi in discesa per raggiungere l’ampia radura erbosa del Pozzòn di Verdigna; seguendo in direzione sud l’evidente traccia che corre a fianco di due abbeveratoi in legno si arriva a Malga Verdignana (2.076 m), uno degli alpeggi più alti della Val di Pejo. Dalla malga una stradina scende verso sud tra i pascoli. Dopo un breve tratto, all’altezza di un tornante, il sentiero devia in direzione nord e, con pendenza marcata, attraversa un luminoso bosco di larici e cembri per raggiungere la Malga Pontevecchio (1.762 m). Da qui si scende brevemente verso sud nel pascolo e, raggiunta una strada forestale, si seguono le indicazioni per Cogolo e Celledizzo. La strada si inoltra tra prati umidi e torbiere, per poi rientrare nella foresta di conifere. Abbandonando la strada forestale si seguono le indicazioni per Cogolo incamminandosi per una mulattiera che dopo un paio di svolte punta decisamente verso sud, addentrandosi in un fitto bosco. Raggiunta la località “Pozza dei Veneri” si aggira dall’alto un promontorio roccioso conosciuto come “Crozzi della Coronaccia” oltrepassando quindi i canaloni delle “Valliselle”. Superati alcuni rigagnoli si raggiunge il Maso di Fontana Fredda (1.580 m) e, proseguendo con percorso semi-pianeggiante, ci si immette sulla strada che scende a Malga Borche, seguendo la quale si attraversano i prati e i pascoli posti a monte dell’abitato di Cogolo, passando ai numerosi masi qui presenti. Con comoda rotabile sterrata si raggiunge quindi il bivio con il sentiero n. 109 da dove, con lo stesso percorso utilizzato per la salita, ci si riporta nuovamente alla chiesetta di Celledizzo.

 

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PUNTA TAVIELA

 

 

Zona: Gruppo Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio
Partenza: Rifugio Doss dei Gembri (2.400 m) oppure arrivo Funivia Pejo 3000 (3.073 m)
Arrivo: Punta Taviela (3.612 m)
Tempo complessivo: 8,30 ore (1° proposta) / 5 ore (2° proposta) - intera giornata
Dislivello in salita: 1.212 m (1° proposta) - 539 m (2° proposta)
Difficoltà: EEA - Itinerario per Escursionisti Esperti con Attrezzatura
Sentieri CAI-SAT: n. 138 fino all’ex Rifugio Mantova
Periodo consigliato: luglio-settembre













1° PROPOSTA: da Peio Fonti con gli impianti di risalita (telecabina Peio Fonti-Tarlenta e seggiovia Doss dei Gembri) si arriva al Rifugio Doss dei Gembri (2.400 m), da dove parte il sentiero CAI-SAT n. 138 che porta fino all'ex Rifugio Mantova (3.073 m), punto di arrivo della Funivia Pejo 3000. L'itinerario continua tra detriti su sentiero poco visibile e passa su tratti talvolta innevati ai piedi della Vedretta delle Saline fino a raggiungere la cresta tra i Crozi e la Punta Taviela (3.612 m). Il ritorno viene effettuato seguendo a ritroso l’itinerario di salita. Raggiunto il Rifugio Doss dei Gembri si torna a Peio Fonti con gli impianti di risalita (seggiovia Doss dei Gembri e telecabina Peio Fonti-Tarlenta).

2° PROPOSTA:
da Peio Fonti con gli impianti di risalita (telecabina Peio Fonti-Tarlenta e funivia Pejo 3000) si giunge a quota 3.000 metri di altitudine, dove all’arrivo della Funivia Pejo 3000 è possibile osservare i resti dell’ex rifugio Mantova (3.073 m). Da qui parte l'itinerario che, tra detriti e su sentiero poco visibile, passa su tratti talvolta innevati ai piedi della Vedretta delle Saline fino a raggiungere la cresta tra i Crozi e la Punta Taviela (3.612 m). Il ritorno viene effettuato seguendo a ritroso l’itinerario di salita. Raggiunto l’arrivo della funivia Pejo 3000 si ritorna a Peio Fonti con gli impianti di risalita (funivia Pejo 3000 e telecabina Peio Fonti-Tarlenta).

ALTERNATIVA (percorso impegnativo, adatto ad escursionisti esperti alpinisti, in quanto assenza di sentiero tracciato e visibile): dalla Punta Taviela si prosegue fino a giungere al Colle del Vioz (3.330 m - tratto impegnativo), da dove si scende per la Val della Mite. Da qui o si risale fino a giungere nuovamente all’ex Rifugio Mantova, ossia all’arrivo Pejo 3000, da dove si ritorna a Peio Fonti con gli impianti di risalita (funivia Pejo 3000 e telecabina Peio Fonti-Tarlenta), oppure si scende fino al Rifugio Doss dei Gembri, da dove si ritorna a Peio Fonti sempre con gli impianti di risalita (seggiovia Doss dei Gembri e telecabina Peio Fonti-Tarlenta).
Se si volesse effettuare tale itinerario è caldamente consigliato rivolgersi alla Guide Alpine.

 

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BIVACCO BATTAGLIONE ORTLES

 

 

Zona: Gruppo Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio
Partenza: Peio Fonti – località Fontanino (1.660 m)
Arrivo: Bivacco Battaglione Ortles (3.140 m)
Tempo complessivo: 8,30 ore - intera giornata
Dislivello in salita: 1.480 m
Difficoltà: EE - Itinerario per Escursionisti Esperti
Sentieri CAI-SAT: n. 124 – n. 110
Periodo consigliato: giugno-settembre













Da località Il Fontanino di Celentino, poco prima dell’antico chiosco termale si infila sulla destra una strada sterrata che sale il lago di Pian Palù; si arriva quindi ad una piccola area di sosta allestita sulle sponde del lago. Dalla riva del lago l’ampia mulattiera sterrata rimonta i pascoli seguendo dei tornanti che portano a Malga Giumella (1.950 m). Si prende quindi il sentiero CAI-SAT n. 124 seguendo una strada forestale in leggera salita che, lasciati i boschi limitrofi alla malga, si addentra quasi subito nel bosco di larici ed abeti. Dopo un breve tratto in salita si oltrepassano alcune vallette erbose dove sono posti degli abbeveratoi in legno, quindi la strada diviene più stretta. Il sentiero scende per un breve tratto per poi risalire con pendenza moderata nel bosco di larici; supera con un piccolo ponticello in legno il torrente che solca la Val Ganosa e tra pascoli umidi percorre l’ultimo tratto che separa da Malga Paludei (2.106 m). Dalla malga si prende un sentiero che sale in direzione nord-ovest (sentiero CAI-SAT n. 110); con un percorso ripido si raggiunge la parte terminale della Val Piana. Qui si seguono le indicazioni per il Passo della Sforzellina e, puntando a sinistra, si attraversa la testata della Val Piana superando con un ponte in legno l’impetuoso torrente che la solca. Si continua quindi in salita con sentiero ben marcato tra magri pascoli e dossi erbosi per raggiungere un pianoro ove sono presenti alcune gallerie militari. Si avanza costeggiando le sponde del torrente Noce che in questo tratto scorre sinuoso e pianeggiante. Nel punto in cui il corso d’acqua forma delle anse si abbandona il segnavia CAI-SAT n. 110 che risale al Passo della Sforzellina, per puntare verso nord tra ripide praterie di alta quota, in direzione dell’evidente cascata originata dal lago di Val Umbrina. Raggiunta la base della cascata, che cade quasi verticale tra le rocce, si seguono con attenzione i segnavia bianchi e rossi per rimontare sulla sinistra. Con alcuni ripidi tornanti si supera il balzo roccioso e si accede alla selvaggia conca glaciale soprastante ove è adagiato l’ameno laghetto della Val Umbrina (2.875 m). Superato lo specchio d’acqua si continua per un breve tratto semi-pianeggiante. Ci si porta poi sulla destra orografica della vallata e si rimontano, verso nord, i macerati e gli scoscesi pendii che scendono dal Pizzo della Val Umbrina. Con un percorso faticoso si raggiunge la cresta rocciosa del Pizzo di Val Umbrina (3.224 m). Seguendo il crinale roccioso verso est, tra resti di trincee e fortificazioni della Grande Guerra, in breve si raggiunge il bivacco Battaglione Ortles (3.130 m), ex baracca militare che conserva al suo interno alcuni reperti bellici. La discesa verso Malga Paludei può essere effettuata seguendo a ritroso l’itinerario di salita.

 

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PASSO DELLA SFORZELLINA

 

 

Zona: Gruppo Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio
Partenza: Peio Fonti – località Fontanino (1.660 m)
Arrivo: Passo della Sforzellina (3.006 m)
Tempo complessivo: 11,30 ore - intera giornata
Dislivello in salita: 1.300 m
Difficoltà: EE - Itinerario per Escursionisti Esperti
Sentieri CAI-SAT: n. 110
Periodo consigliato: giugno-settembre













Da località Il Fontanino di Celentino, poco prima dell’antico chiosco termale si infila sulla destra una strada sterrata che sale il lago di Pian Palù; si arriva quindi ad una piccola area di sosta allestita sulle sponde del lago. Dalla riva del lago l’ampia mulattiera sterrata rimonta i pascoli seguendo dei tornanti che portano a Malga Giumella (1.950 m). Si prende quindi il sentiero CAI-SAT n. 124 e, tenendo la sinistra, si segue una strada forestale in leggera salita che, lasciati i boschi limitrofi alla malga, si addentra quasi subito nel bosco di larici ed abeti. Dopo un breve tratto in salita si oltrepassano alcune vallette erbose dove sono posti degli abbeveratoi in legno, quindi la strada diviene più stretta. Il sentiero scende per un breve tratto per poi risalire con pendenza moderata nel bosco di larici; supera con un piccolo ponticello in legno il torrente che solca la Val Ganosa e tra pascoli umidi percorre l’ultimo tratto che separa da Malga Paludei (2.106 m). Dalla malga si prende un sentiero che sale in direzione nord-ovest (sentiero CAI-SAT n. 110); con un percorso ripido si raggiunge la parte terminale della Val Piana. Qui si seguono le indicazioni per il Passo della Sforzellina e, puntando a sinistra, si attraversa la testata della Val Piana superando con un ponte in legno l’impetuoso torrente che la solca. Si continua quindi in salita con sentiero ben marcato tra magri pascoli e dossi erbosi per raggiungere un pianoro ove sono presenti alcune gallerie militari. Si avanza costeggiando le sponde del torrente Noce che in questo tratto scorre sinuoso e pianeggiante. Seguendo sempre il sentiero CAI-SAT n. 110 si giunge al Passo della Sforzellina (3.006 m), situato ai piedi del Corno dei Tre Signori (3.559 m), alla scoperta delle sorgenti del fiume Noce e lungo l'antica via "dei cavai". Il passo dà sulla valle del Gavia. Poco dopo malga Paludei, una variante impegnativa porta in località Valpiana. La zona merita una visita, perché presenta un bell’ambiente selvaggio popolato da una ricca fauna (avvistamenti nelle prime ore del mattino di camosci e marmotte); nel corso dell'escursione gli appassionati naturalistici potranno inoltre ammirare da vicino rare specie floreali e osservare i peculiari fenomeni geologici che hanno concorso a creare questo eden alpino. Quindi il sentiero CAI-SAT n. 110 sale verso Punta San Matteo (3.678 m), teatro delle ardite battaglie della "Grande Guerra" nel 1918.
Il ritorno viene effettuato seguendo a ritroso l’itinerario di salita.

 

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TREDICI CIME

 

 

Zona: Gruppo Ortles-Cevedale, Parco Nazionale dello Stelvio
Partenza: Rifugio Larcher al Cevedale (2.608 m)
Arrivo: Passo Gavia o Val di Peio
Tempo complessivo: 3 giorni
Dislivello in salita: 1.920 m
Difficoltà: EEA - Itinerario per Escursionisti Esperti con Attrezzatura
(impegnativo d’alta quota)
Sentieri CAI-SAT: n. 103
Periodo consigliato: giugno-settembre














Classica e meravigliosa traversata alpinistica, con partenza dal rifugio Larcher al Cevedale, attraverso 13 cime, tutte sopra i 3.000 m del gruppo montuoso dell’Ortles-Cevedale. Il percorso si snoda per circa 17 Km, con dislivello di salita e discesa rispettivamente di 1.750 m e 1.920 m, su ghiacciai e nevai di media difficoltà. L'itinerario richiede una buona preparazione alpinistica, adeguata attrezzatura (picozza, corda e ramponi) e l'accompagnamento della guida alpina. Dal rifugio Larcher si sale con il sentiero CAI-SAT n. 103 al Passo della Forcola e si prosegue in cresta fino alla cima Zufall (1° cima - 3.757 m), sempre in cresta si passa alla cima Cevedale (2° cima - 3.769 m) punto più alto; si scende quindi al bivacco Colombo e si sale verso il Palon della Mare (3° cima - 3.703 m) concludendo il primo giorno al rifugio Mantova al Vioz (4° cima - 3.645 m) dove si consiglia di pernottare. Il mattino successivo si affronta il tratto più impegnativo che dal monte Vioz passa la punta Taviela (5° cima - 3.612 m), la cima Peio (6° cima - 3.549 m), la Rocca di Santa Caterina (7° cima - 3.529 m), la Punta Cadini (8° cima - 3.524 m) per poi pernottare al Bivacco Meneghello. Il terzo giorno inizia con la salita al monte Giumella (9° cima - 3.594 m) e alla Punta San Matteo (10° cima - 3.678 m); si scende quindi per la cima Dosegù (11° cima - 3.560 m), si rimane in quota fino a raggiungere la Punta Pedrazzini (12° cima - 3.599 m) e finalmente il Pizzo Tresero (13° cima - 3.594 m), ultima vetta di questa straordinaria traversata. Il rientro può avvenire in direzione del Passo del Gavia oppure scendendo dal Tresero o dal San Matteo verso il lago Palù, tornando quindi in Val di Peio.

 

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